Contenuti per adulti
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Voci.
Io odo sul tuo conto voci.
E’ la gente quell’eterna giovinetta della lingua che mi dice di lasciarti.
Ed io lo farò testa di cane squallido accattone.
Non riconosco più il tuo sesso.
Da come ti comporti potresti essere un uomo.
Venuto a bussare chissà da dove ai miei cancelli di luce.
Ma quelle lingue taglienti dedite al turpiloquio giurano di averti veduta.
Discinta e altera sul letto del tuo ultimo amante stolto.
Ed io che ci speravo. M’inebriavo del tuo sapore lontano e così confuso.
Bene gorgone del peccato mostro di inconvenienza tutto è finito.
Il gioco ha un rivale ed un vincitore.
Che ti crollasse il mondo addosso quando sei da sola nella tua soffitta a leggere un libro giallo.
E l’assassino sono io con le scarpe da ginnastica.
Ti ho ucciso col pensiero colle mie maledizioni.
Elucubrazioni di una mente feconda ma infelice.
Fuori tornano a fiorir le rose.
Ne’ metterò una sul tuo capo orgoglioso quando ti vedrò nel giorno del mio primo funerale.
Che allegria la morte quando mi toglie alla tua vista.
La valle era pulita l’hanno spazzata i diavoli per farmi posto al mio passaggio.
E tu guardami mentre mi decompongo e divento polvere che grida te.
Amore dissennato per te ho perso i ricordi e la speranza.
Vorrei soltanto che per morire mi restasse un poco di pazienza.
E’ bello non vederti quando l’umido tuo labbro ha pronunciato un no sonoro al nostro essere in due.